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La campagna dall’ampio respiro, piana scandita da alberi d’acacia, da filari aspri di gelsi, ombreggiata da olmi e da altri alberi a foglie cedue, picchiettata da una vegetazione bassa e rigogliosa, le strade del paese avvolte nel silenzio, i muri antichi delle case di malta e di sasso. A una visione rapida e frettolosa Pradamano sembra un luogo sfuggente, se non fosse per la monumentale villa Giacomelli che troneggia al centro del borgo accanto alla struttura settecentesca della chiesa parrocchiale con lo slancio verso il cielo del punto esclamativo del campanile, affilato come uno squillo argentino.
Ma, addentrandosi con curiosità nell’abitato, emergono documenti di un’umanità viva, di una civiltà familiare costruita con tenacia, sconosciuta ai più.
Segni appena percettibili, e tuttavia profondi, di una storia minore, non per questo meno importante della grande storia.
La Pro Loco ha affidato all’obiettivo di Luigi Zamaro il compito di narrare con respiro poetico le pieghe più nascoste di una quotidianità severa, di una bellezza ambientale appartata e ritrosa di Pradamano: un modo di scoprire una realtà locale legata al tronco sicuro di radici remote, eppure aperta ai cambiamenti della contemporaneità.
Il nome di Pradamano compare per la prima volta in uno scritto dell’anno 1139, ma si sono rinvenuti reperti risalenti all’epoca romana. Alla fine del Cinquecento sotto il patriarca di Aquileia Francesco Barbaro, l’area era accomunata da una estrema povertà, iniziata di fatto già nel 1477 con l’invasione dei turchi. Dopo la dominazione di Venezia (1420-1797) subì quella violenta di Napoleone seguita da quella austriaca, fino all’annessione all’Italia nel 1866. A Pradamano si possono visitare la Chiesa di S. Cecilia (Pradamano), la cui antica cappella, risalente al XV secolo, ha subito diversi abbellimenti strutturali e decorativi (da segnalare le statue in legno realizzate dallo scultore udinese L. Piccini nell’800 e il dipinto della Santa realizzato da G. B. Sello), e la Chiesa di S. G. Battista (Lovaria). Fu rinnovata e benedetta nel 1596 e vi si possono trovare diverse opere frutto del pittore L. Bianchini, donate dai conti Caimo - Dragoni.
Molto interessante e ricca di opere di pregio la Villa Giacomelli che si trova nella piazza maggiore del paese, costruita in stile neoclassico su progetto dell’architetto A. Scala. Altri siti che meritano d’essere visitati sono: la Chiesa della SS.ma Annunziata e le ville Ottelio a Pradamano e quelle Piani e Caimo - Dragoni a Lovaria.
Le occasioni per ritrovarci e fare festa sono molte, ma la più importante è Natale insieme.
Nella piazza, luogo di incontro, ritrovo e mostra mercato, sarete allietati da attività ludiche, musicali e di intrattenimento, nonchè coccolati dalle tipiche specialità enogastronimiche dei nostri luoghi.

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